Il Presidente del Cepell ha infatti ricordato che il Ministero della Cultura, proprio attraverso il Centro per il Libro e la Lettura, sostiene "Più libri più liberi
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Continua lo scontro sul green pass democratico che "Più libri più liberi", il festival dei piccoli e medi editori, ha chiesto a tutti i potenziali espositori dell'edizione 2026. Ieri è intervenuto Giuseppe Iannacone, storico della Letteratura e presidente del Centro per il libro e la letteratura (Cepell). Iannaccone ha affermato che "l'idea stessa di una patente è più ridicola che pericolosa, più ipocrita che violenta. Mi sembra un espediente propagandistico che non ha nulla a che vedere con il senso democratico di un festival dell'editoria: che ha nella pluralità, perfino nel conflitto delle idee, la sua ragione più nobile".Particolarmente rilevante è il passaggio sul sostegno pubblico alla manifestazione. Il Presidente del Cepell ha infatti ricordato che il Ministero della Cultura, proprio attraverso il Centro per il Libro e la Lettura, sostiene "Più libri più liberi" perché "la valorizzazione della piccola e media editoria rappresenta un mezzo decisivo per incentivare la bibliodiversità come occasione di ricchezza e pluralità di linguaggi e punti di vista" e aggiungendo che "se questo principio viene meno, verrebbe meno anche la ragione del nostro sostegno".











