Per la Fit Cisl serve un servizio più fluido, con orari certi, e più appetibileRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale deciso dalla Regione Toscana accende il dibattito anche sul fronte sindacale. Pur riconoscendo la legittimità della richiesta avanzata da Autolinee Toscane, la Fit Cisl Toscana giudica "inopportuna" la scelta di procedere con i rincari in questa fase, caratterizzata da difficoltà economiche per famiglie, lavoratori e studenti. "L’adeguamento economico richiesto da At arriva in un momento delicato e in una situazione difficile – afferma Paolo Panchetti, componente della segreteria Fit Cisl Toscana –. L’aumento non può ricadere interamente sui cittadini, soprattutto considerando che poco più di due anni fa il biglietto era già passato da 1,50 a 1,70 euro".
Secondo il sindacalista, il contratto di servizio consentiva all’azienda di chiedere l’adeguamento delle tariffe all’inflazione. Tuttavia, sottolinea, "non è solo l’azienda a subire gli effetti dell’inflazione: i più colpiti sono certamente i cittadini". Le perplessità della Cisl riguardano anche l’organizzazione del servizio, in particolare nell’area fiorentina, dove gli aumenti avranno un impatto maggiore. "Manca una pianificazione adeguata del trasporto pubblico. I tempi di percorrenza non sono stati aggiornati in base alle attuali condizioni del traffico cittadino e poi c’è il tema delle grandi cantierizzazioni, dalla tramvia ai lavori sui ponti. Dove non esistono corsie preferenziali dedicate diventa difficile garantire un servizio efficiente".









