I dati sull'inflazione di maggio, salita al 3,2%, "attestano l'impatto della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani, con i rincari di prezzi e tariffe che pesano in media per 1.058 euro annui a famiglia. La stangata sale a +1.461 euro annui per un nucleo con due figli”, ha affermato anche il Codacons, commentando i dati definitivi dell'Istat.

Sul fronte delle singole voci, "i rincari più forti interessano a maggio i supporti per la registrazione, i cui prezzi crescono su anno del 60,7%, il gasolio per riscaldamento (prezzi +36,8%), gioielli (+29,5%), gasolio per mezzi da trasporto (+25,4%), legumi (+22,8%), carciofi (+19,9%) e pomodori (+18,4%)". "Gli incrementi dei prezzi non rientreranno a breve, e anche con la riapertura dello stretto di Hormuz e il crollo del petrolio la situazione nell'immediato non migliorerà - avverte poi il Codacons -. I listini dei carburanti, infatti, impiegheranno settimane per tornare ai livelli pre-guerra, mentre i rincari di beni e servizi, una volta applicati, non verranno riassorbiti dal mercato, e continueranno a pesare sulle tasche delle famiglie italiane".