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Fausta Chiesa

Da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%. E con l’inflazione annua al 3,2% sono attesi altri rincari. Siena, Venezia e Firenze le città che hanno avuto l’aumento dei prezzi più alto

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha aumentato i prezzi, e non solo dei beni energetici (qui una prima stima con l’Europa che ha già speso oltre 40 miliardi) ma anche su altri beni e servizi con l’inflazione che ha ripreso a correre. Ma di quanto? In soli tre mesi - ha calcolato l’Unione Nazionale Consumatori - da febbraio a maggio, i prezzi sono decollati del 2%, pari a 505 euro su base annua per famiglia media, 734 euro per coppia con 2 figli, 660 per coppia con un figlio. «L'inflazione annua del 3,2% è un record che non si aveva dal settembre 2023», dichiara il presidente dell’Unc Massimiliano Dona, commentando i dati Istat sull'inflazione di maggio. «L'unica magra consolazione è la tenue decelerazione dei beni alimentari e, conseguentemente del carrello della spesa, ma è solo un miraggio destinato presto a svanire, visto che dipende in gran parte dalla fine dei rincari e delle speculazioni legate alla Pasqua».

I rincari per le famiglieQuanto peserà sulle famiglie? Per una coppia con due figli, considerando l'inflazione tendenziale del 3,2% - secondo i calcoli dell’Unc - l’aumento complessivo del costo della vita è di 1.157 euro su base annua, dei quali 241 euro per i soli alimentari e le bevande analcoliche, 323 euro per i trasporti, 251 euro per Abitazione, elettricità e gas, 119 per Servizi di ristoranti e di alloggio. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 1.063 euro. In media, per una famiglia la «sberla» è di 819 euro, 166 per mangiare e bere.