Allievo di David Foster Wallace al Pomona College, dove poi si è laureato, Mac Barnett è diventato relativamente celebre come autore di libri per bambini – con la precisazione che quel «relativamente» non intende sminuire la solida fama dello scrittore, più volte bestsellerista nelle classifiche del New York Times e tradotto in molti paesi, Italia inclusa, ma sottolineare come, tranne eccezioni rarissime, il campo della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza rappresenti un territorio a sé, inesplorato dalla critica e ignorato dalla stragrande maggioranza dei lettori adulti.
Forse è per questo che Barnett, attualmente ambasciatore della letteratura per ragazzi negli Stati Uniti (National Ambassador for Young People’s Literature), ha deciso di rivendicare l’importanza del suo mestiere in un saggio per «grandi», Make Believe: On Telling Stories to Children, uscito il mese scorso per Little, Brown and Company. Il libro è quasi di certo la rielaborazione di un saggio precedente, La porta segreta, che Barnett ha scritto nel 2024 su invito del suo editore italiano, Terre di Mezzo, nel quale nota, tra l’altro, che «i bambini sono il pubblico più intelligente, coraggioso e onesto che uno scrittore possa sperare di avere».









