di Virginia Nesi
Il fumettista da milioni di copie (e visualizzazioni): «Bisogna stare attenti a scegliere le parole. Se le mie strisce funzionano per mia figlia di 9 anni, so che funzioneranno per tutti. Perché questo nome? Mi chiamavano così alle elementari...»
Una battuta: «Le more hanno una storia da-more». Un’altra battuta: «Il mai-a-letto è l’animale che non va mai a letto». Alessandro Perugini, in arte Pera Toons, potrebbe continuare per ore. È un prestigiatore di giochi di parole. Dice una freddura dietro l’altra. Sui social in oltre 7 milioni seguono le sue vignette umoristiche. Spiega a 7: «Alle superiori mi chiamavano Pera e ho voluto tenere il soprannome. Alla Apple è andata bene. Angelina Mango ha vinto il Festival di Sanremo, abbiamo anche la premier che ha il cognome di un frutto… Ho detto: il nome della frutta, frutta». Tutti i suoi libri hanno venduto più di 3 milioni di copie. Solo Ridi che è meglio, edito da Tunué, oltre 300 mila.
Adesso su Rai Gulp e Rai Play va in onda la sua prima serie animata Prova a non ridere!. Racconta il fumettista amatissimo da bambine e bambini: «Ho scelto le battute più belle. Volevo un mood positivo. Vedere una lampada che va a prendere una Coca-Cola alla spina fa ridere».








