Al G7, dopo anni di contrasti, scoppia la pace con Donald Trump. Il vertice di Evian si chiude nel segno della cooperazione ritrovata e del rinnovato linguaggio comune, dall'Iran all'Ucraina. "E' stato un grande successo", assicura il presidente americano che, nel corso di una interminabile conferenza stampa, ha difeso a spada tratta l'intesa con l'Iran, quando già avrebbe dovuto essere fra gli ori di Versailles. "Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, e anche oltre. Tutti sono felici, nessuno mi ha detto 'hai sbagliato, dovevi continuare a bombardare'", ha rivendicato il tycoon, affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio e da quello del Tesoro Scott Bessent.
"Questo accordo, che si chiama 'Accordo Trump', è fantastico", continua a ripetere gonfiando il petto, perché a Evian i 7 grandi sono tutti con lui. Anzi, aspettano la firma e l'apertura di Hormuz per far partire la missione europea di sorveglianza e sminamento dello Stretto sulla quale tanto contano Londra e Parigi. Lasciandosi alle spalle i toni aspri delle ultime settimane, il tycoon, pur non rinunciando a una frecciatina, ha quindi blandito gli alleati europei: "Sono nostri amici, anche se hanno sbagliato diverse cose, sull'energia, sull'immigrazione". A più riprese è tornato comunque a minacciare l'Iran: "Se non rispetteranno gli accordi ricominceremo a sganciare le bombe proprio sulle loro teste".










