La guerra18 giugno 2026 alle 00:40La minaccia: «Siamo pronti a bombardare se non manterranno la parola data»

Evian.

Al G7, dopo anni di contrasti, scoppia la pace con Donald Trump. Il vertice di Evian si chiude nel segno della cooperazione ritrovata e del rinnovato linguaggio comune, dall’Iran all’Ucraina. «È stato un grande successo», assicura il presidente americano che ha difeso a spada tratta l’intesa con l’Iran, quando già avrebbe dovuto essere fra gli ori di Versailles. «Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati, e anche oltre», ha rivendicato il tycoon, affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio e da quello del Tesoro Scott Bessent. «Questo accordo, che si chiama “Accordo Trump”, è fantastico», continua a ripetere gonfiando il petto, perché a Evian i 7 grandi sono tutti con lui. Anzi, aspettano la firma e l’apertura di Hormuz per far partire la missione europea di sorveglianza e sminamento dello Stretto sulla quale tanto contano Londra e Parigi.

I Paesi del G7

Lasciandosi alle spalle i toni aspri delle ultime settimane, il tycoon, pur non rinunciando a una frecciatina, ha quindi blandito gli alleati europei: «Sono nostri amici, anche se hanno sbagliato diverse cose, sull’energia, sull’immigrazione». A più riprese è tornato comunque a minacciare l’Iran: «Se non rispetteranno gli accordi ricominceremo a sganciare le bombe proprio sulle loro teste». Un concetto già espresso in mattinata e ribadito poi davanti alla stampa internazionale: «Li abbiamo distrutti, sicuramente avrebbero usato l’arma nucleare. Volevano che distruggessi tutto, i loro ponti e le infrastrutture. Ma così, con questa nuova leadership meno radicalizzata, possiamo parlare di un cambio di regime».