Tutto è immaginazione perfino ciò che mangiamo - o crediamo di mangiare – è frutto di un’elaborazione del cervello. Il sapore non è nel cibo ma è nella nostra mente che decide quale gusto avrà quell’alimento. E’ quanto è emerso dal convegno, unico nel suo genere, “Dalla chimica alla mente. Neuroscienze e psicologia del gusto”, organizzato da Lifeness – Health, Food & Longevity (realtà italiana di riferimento nel campo del benessere integrato, della nutrizione e della longevità), che ha riunito per la prima volta in Italia un panel di livello internazionale composto da neuroscienziati, psicologi clinici e specialisti in nutrizione provenienti da Harvard Medical School, National University of Singapore, Università degli Studi di Roma Tor Vergata e John Cabot University.Il convegno ha voluto rispondere alle domande su come si costruisce l'esperienza del gusto, quanto è importante per uno chef la propria percezione del sapore e come questo si determina nella scelta individuale. A presentare i risultati della ricerca è stata la professoressa Maria Kozhevnikov, psicologa cognitiva e neuroscienziata, insegnate presso Harvard Medical School e National University of Singapore, che ha sottoposto a numerosi test gli chef di varie nazionalità in tutto il mondo, tra i quali anche i nostri cuochi dell’Italian Chef Academy di Roma. Dai suoi studi è emerso che combinazioni identiche di ingredienti possono produrre esperienze gustative opposte. Lo studio ha dimostrato che persone diverse possono infatti percepire in modo differente lo stesso alimento a causa di differenze genetiche, culturali, esperienziali e contestuali.Poiché il sapore è una rappresentazione interna che integra input multisensoriali dal gusto, olfatto, vista e consistenza all’interno della corteccia orbito frontale. Un tempo si pensava che il sapore fosse nel cibo e che gli alimenti determinassero il gusto, ma oggi le neuroscienze ci dicono che sono le persone insieme al cibo che assumono a determinare i gusti. Il sapore è un’esperienza mentale costruita, in cui memoria, immaginazione, cultura e microbiota intestinale svolgono un ruolo determinante.
"Dalla chimica alla mente": il sapore è nel cervello non nel cibo | Libero Quotidiano.it
Tutto è immaginazione perfino ciò che mangiamo - o crediamo di mangiare – è frutto di un’elaborazione del cervello. Il sapore non è ...







