di
Alessandro Rossi
Colori, sapori, odori esistono come tali per noi e nessun altro, perché sono il risultato di un’elaborazione del nostro cervello. In realtà non possiamo sapere come sarebbero le cose senza questa mediazione. Ma tutto questo non solo ha una spiegazione, è addirittura indispensabile
Il mondo che conosciamo è, in gran parte, una storia che la mente racconta sé stessa. Considera una pianta di gerani rossi nel tuo terrazzo: per te appaiono rossi, profumati, vivi. Eppure, nessuna di queste qualità appartiene realmente alla pianta. I petali, in virtù dei loro pigmenti, riflettono selettivamente determinate lunghezze d’onda della luce e ne assorbono altre. La luce riflessa raggiunge la retina dove certi tipi di cellule sensibili a specifici intervalli di lunghezze d’onda generano segnali elettrici. Il cervello elabora questi segnali e crea l’esperienza del colore rosso. Anche il profumo dei fiori è un’elaborazione degli stimoli che certe molecole volatili rilasciate dai fiori esercitano nel sistema olfattivo e che il cervello trasforma in percezione odorosa. Quella pianta di gerani così come li sperimentiamo, esiste soltanto nella nostra mente.
Il tempoIl sospetto che il mondo potesse non essere oggettivo e indipendente dalla nostra osservazione è un sospetto antico. Già Democrito, intorno al 400 a.C., si domandò se le proprietà che attribuiamo agli oggetti non fossero che effetti prodotti dall’interazione tra le cose e i nostri sensi. Questa ipotesi attraverserà secoli di storia del pensiero, ma rimarrà priva di grande peso: in fondo il mondo funzionava benissimo anche se ipoteticamente deformato da percezioni e sensazioni illusorie. A cambiare profondamente il quadro, nel Novecento, è stata la fisica. Einstein ha dimostrato che il tempo non è assoluto né uguale per tutti: scorre in modo diverso a seconda della velocità a cui ci si muove e della forza gravitazionale a cui si è soggetti. Il tempo che noi percepiamo, invece, non esiste là fuori nel mondo come un dato oggettivo, ma è una costruzione del cervello modellata da ritmi biologici, emozioni, memoria e aspettative. In questo, il tempo non è diverso da qualsiasi altra percezione: esiste fisicamente, ma il modo in cui lo sperimentiamo è una costruzione della mente.









