L'immaginazione non è la mera riproduzione nel cervello di determinate percezioni sensoriali, bensì un’attività più complessa che coinvolge funzioni cognitive di livello superiore che ci aiutano a imparare, pianificare ed evitare pericoli senza doverne necessariamente fare esperienza diretta.

Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Neuron dai ricercatori della Nothwestern University negli Stati Uniti.

"Quando si chiede a qualcuno di immaginare il suono di una festa di compleanno per bambini, non si limita a sentirlo, ma visualizza automaticamente anche la scena", osserva il neurologo Rodrigo Braga, coordinatore dello studio. "È logico che l'immaginazione operi in questo spazio olistico di livello superiore, dato che la usiamo per pianificare, comprendere e ipotizzare".

I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver sottoposto otto volontari alla risonanza magnetica funzionale per valutare l'attività del loro del cervello mentre immaginavano diversi scenari. Per ciascun partecipante sono state mappate le reti sensoriali e associative nel cervello, confrontando poi l'attività cerebrale durante l'immaginazione con l'attività durante la percezione effettiva. Si è così scoperto che l'attività cerebrale correlata all'immaginazione e quella legata alla percezione si sovrappongono nelle aree associative di livello superiore, non nelle aree sensoriali primarie. "