Ogni volta che guardiamo intorno a noi in una stanza, gli occhi, le orecchie e il cervello lavorano insieme in modi di cui non ci rendiamo conto. Il mondo sembra stabile, eppure la testa è costantemente in movimento. Come fa il cervello a impedire che tutto sembri girare?

Un team internazionale di ricercatori ha studiato come il cervello mantenga stabile la rappresentazione visiva del mondo anche mentre ci muoviamo al suo interno. E all’interno di questo gruppo di ricerca, che ha recentemente scoperto come la corteccia visiva codifica ogni movimento della testa, ci sono anche i ricercatori italiani della Bocconi, Nicolas Brunel (professore di Neuroscienze computazionali presso il Dipartimento di Computing Sciences) e Alessandro Sanzeni (anch’egli del Dipartimento di Computing Sciences). Ed è una scoperta che mette in discussione le teorie sulla corteccia visiva primaria, quella che è nota, in gergo scientifico, come V1, vale a dire la porta d’accesso del cervello alla vista.

I segnali del movimento della testa. “Abbiamo scoperto che due percorsi distinti trasmettono i segnali del movimento della testa alla corteccia visiva primaria: il nucleo pulvinare del talamo e la corteccia visiva contro laterale - commentano Brunel e Sanzeni -. Questi due percorsi forniscono informazioni direzionali complementari sui movimenti della testa, rivelando come il cervello combini gli input sensoriali per mantenere una visione stabile durante il movimento”.