C’è un’attività incessante, invisibile e rapidissima che attraversa il cervello umano ogni istante. Oltre 80 miliardi di neuroni comunicano tra loro in frazioni di secondo, generando segnali debolissimi ma fondamentali per capire come pensiamo, ricordiamo, ci muoviamo, parliamo e ci ammaliamo. Da oggi, a Padova, questi segnali potranno essere osservati con una precisione e una flessibilità mai raggiunte prima in Italia.

Il Padova Neuroscience Center dell’Università degli Studi di Padova ha inaugurato, infatti, la prima facility italiana di magnetoencefalografia con magnetometri a pompa ottica, OPM-MEG, una tecnologia tra le più avanzate oggi disponibili per lo studio del cervello in tempo reale. Si tratta di una delle poche infrastrutture di questo tipo in Europa, già presenti in centri come Barcellona, Zurigo e Atene.

Che cos’è la OPM-MEG

La magnetoencefalografia, o MEG, è una tecnica che registra l’attività cerebrale misurando i campi magnetici prodotti dai neuroni quando si attivano. Sono segnali estremamente deboli, ma ricchi di informazioni: permettono di seguire il cervello mentre lavora, millisecondo dopo millisecondo. La novità della OPM-MEG sta nei sensori. A differenza dei sistemi MEG tradizionali, basati su sensori superconduttori SQUID che richiedono raffreddamento criogenico e condizioni molto rigide di immobilità, i magnetometri a pompa ottica sono piccoli, portatili e indossabili. Possono essere posizionati molto vicino al cuoio capelluto, aumentando la qualità del segnale e migliorando la localizzazione dell’attività cerebrale. In altre parole, la OPM-MEG conserva la rapidità dell’elettroencefalogramma, l’EEG, ma offre una mappatura spaziale più accurata. Non sostituisce la risonanza magnetica funzionale, fMRI, ma la completa: mentre la fMRI mostra quali aree cerebrali sono coinvolte in un processo, la OPM-MEG consente di seguirne la dinamica in tempo reale.