Il cervello è un organo complesso e misterioso, anche se ne sappiamo qualcosa di più, un po’ come lo spazio. Due infiniti ai quali ci affacciamo da uno spiraglio di conoscenza e comprensione strettissimo. Il corsivo di Battista Falconi

Teniamone conto quando riduciamo a populismo di bassa lega (o Lega) le battute di Matteo Salvini sul ritirare la cittadinanza agli stranieri che delinquono e lo subissiamo di critiche, anche dalla maggioranza, per fargli fanno notare come straniere siano anche persone che sono intervenute per fermare l’aggressore di Modena. E come ci siano italiani senza avi stranieri che fanno cose orribili ma cittadini rimangono.

Sappiamo qualcosa di più del nostro cervello, ma ne sappiamo sempre pochissimo. Le immagini ci rendono chiaro come, qualunque cosa proviamo e facciamo, tutto si risolva in meccanismi chimico-fisici, attivazione di alcune aree, neuroni che si attivano, sinapsi, collegamenti… Tutto viene insomma ridotto a una visione organicista, anche le emozioni e l’irrazionalità che un tempo attribuivamo ad altro, a un’indefinita e metafisica psiche. Anche perché nella nostra scatola cranica convivono per lo meno due cervelli, uno atavico e primordiale, che decide all’istante in base al meccanismo preda-predatore, e uno posato e ponderato che ragiona prima di parlare, figuriamoci di fare.