di

Marco Cremonesi

Il generale: «Se una donna viene uccisa si parla di patriarcato, se la vittima è straniera di odio razziale. Ma se l'aggressore è islamico, restano solo i problemi psicologici. L'unica soluzione è la remigrazione»

ROMA «Se importi il Terzo Mondo, diventi Terzo Mondo». Sulla strage sfiorata di Modena, Roberto Vannacci può usare il suo tema preferito: «Remigrazione». Il generale elenca con precisione militare gli attentati islamisti degli ultimi dieci anni — Nizza, Berlino, Londra, Barcellona, New York — tutti accomunati da un'auto o un camion lanciati sulla folla. Ma chiamare tutto questo «follia» di uno psicopatico, sostiene, è un atto di rimozione ideologica: «Se una donna viene uccisa si parla di patriarcato, se la vittima è straniera si parla di odio razziale. Ma se l'aggressore è islamico, spariscono tutte le analisi. Restano solo i problemi psicologici». Detto questo, aggiunge che il «blocco navale» resta un miraggio che anche questo governo continua a rinviare, forse per mancanza di coraggio».

Borghi: «Orwell? No, i nostri media vanno oltre» Il senatore leghista Claudio Borghi su X definisce «spaventoso» il controllo «della stampa e dello spin dell'informazione da parte della sinistra e se non ve ne accorgete dopo Modena siete ciechi». Prosegue Borghi: «L'attentatore di Modena era italiano bergamasco, pazzo (così esce subito), è stato fermato da eroi stranieri e la colpa è di Salvini che fa lo sciacallo. Non deve esistere altra verità. Siamo oltre Orwell. Pazzesco. Impressionante». La Lega con una nota spiega che Matteo Salvini «ha dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza presentate nei giorni scorsi dalle europarlamentari del suo partito, a partire dalla revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati, con immediata espulsione». L'obiettivo è quello di «rendere effettivo e applicabile un meccanismo (sul modello della patente a punti) che preveda la revoca del permesso di soggiorno nei confronti di coloro che commettono reati gravi». Perché il permesso di soggiorno concesso a un «immigrato è un atto di generosità e fiducia da parte del popolo italiano: se questa fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola». Ma la prima obiezione viene proprio dall’altro vice premier, Antonio Tajani: «Chi è stato protagonista dell'evento di Modena non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano». Insomma, la ricetta leghista in questo caso non sarebbe affatto risolutiva.