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«Il modus operandi parla chiaro: è quello tipico dell’attentato del lupo solitario. È già successo prima in altri Paesi, e ora potrebbe essere stata lavolta dell’Italia. Non ci sono ancora prove incontrovertibili, ma questo è un indizio molto significativo. D’altra parte il "clima" culturale, tra ProPal e propaganda, c’è, così come ci sono le condizioni materiali. Il terrorismo islamico negli ultimi anni è cambiato molto». Giovanni Giacalone, analista di estremismo islamico e terrorismo e membro del David Institute for Security Policy, ha analizzato per Il Tempo quanto accaduto ieri a Modena, quando un trentenne di seconda generazione si è lanciato con la sua auto contro la folla, ferendo decine di persone e accoltellandone una.

Dottor Giacalone, siamo davanti ad un attacco terroristico?

«Qualcuno dirà che è presto per dirlo, ma per me il modus operandi dell’azione è spesso rivelatore. E quello andato in scena ieri a Modena è tipico dell’attentato del "lupo solitario". L’auto sulla folla, l’accoltellamento, la fuga, sono tutte caratteristiche che abbiamo già visto in numerosi altri attacchi in Europa e Usa, alcuni legati al terrorismo islamico, altri no. Magari poi si scopre che non è così, ma al momento, pur non essendo una prova, questo è un indizio oggettivo. E non è il solo».