«Pov: quando sei al primo appuntamento e ti dimentichi di cambiare la playlist». Oppure, «quando fai un incidente con il bro ma la musica in macchina continua ad andare». O ancora: «Cosa sentono i miei amici quando inizio a parlare». E poi una foto e l’audio che inizia con un discorso in cui Benito Mussolini si presenta alla folla (l’incipit della serie tv tratta dal romanzo di Antonio Scurati M. Il figlio del Secolo, in realtà). O con la riproduzione di Faccetta nera, tra i più noti brani della propaganda fascista, ad esempio.
Sotto ai post da migliaia di cuori, centinaia di condivisioni e commenti di utenti uniti dalla nostalgia dell’Italia fascista in cui non hanno mai abitato, visto che l’età media è 20 anni: «W il duce», «che bel sentire, spero che non sia solo per il trend», «Onore a te», «bravissima», «Siamo in due» e avanti così ancora per molto.
Questi sono solo alcuni dei trend che spopolano su TikTok, in realtà ce ne sono molti di più. Tanto che è difficile usare la piattaforma senza imbattercisi, soprattutto per chi ha cercato prima video e foto del corteo di Remigrazione che si è svolto a Roma sabato 13 giugno. Ma non è solo l’algoritmo, potente e poco trasparente, del social cinese a creare il link tra il passato fascista e i movimenti di destra sempre più estrema che prendono spazio on e off line.










