Il selfie dell'alleanza rossa scatena il timore dei centristi. Renzi: "I saggi sono con me"
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Di ritorno dal Quirinale, Pierluigi Castagnetti, ex-segretario del Ppi e gran frequentatore di quei luoghi confida nel corridoio dei passi perduti i suoi pensieri che spesso riflettono quelli che tengono banco lassù. "Vannacci - osserva - sta mettendo in difficoltà il centro-destra e a sinistra non si crea un soggetto di un certo peso che attragga i moderati che fanno fatica a restare in quel polo. La sinistra rischia di perdere. Lo penso davvero. Per me è una vera sofferenza. Una sofferenza per quello che accade, o meglio che non accade".Sospiro. Sospiro profondo. A quell'ora dell'altro ieri non era stata ancora diffusa la foto del campo largo che raffigura seduti a tavola all'Osteria Costanza la Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. In quella foto salta subito agli occhi l'assenza, quella di Matteo Renzi. E pensare che i proprietari del ristorante nutrono simpatia per l'ex-rottamatore. In quell'immagine il campo largo si è ristretto. Sembra un monocolore di sinistra, la riedizione della gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Resta da capire chi tra gli astanti sfoggerà un vestito marrone a beneficio della Storia e delle Tv. Lo avevamo detto che l'euforia della vittoria referendaria avrebbe potuto contagiare il campo largo con la sindrome della "gioiosa macchina", una sorta di auto-convincimento dell'aver già vinto. Patologia cronica della sinistra. Chi ha vissuto quella vicenda che aprì la strada al Cav la ricorda bene. Cesare Damiano, ex-ministro del Lavoro del governo Prodi, racconta sull'onda dell'io c'ero: "In quel '94 mancava un pezzo per vincere. Il problema è atavico. È l'indole a dividersi che colpisce la sinistra dal 1921. Renzi con me non si è comportato bene, non eravamo d'accordo e me l'ha fatta pagare. Ma proprio io dico che Renzi deve stare nel campo largo. In un Paese in cui il centro-sinistra quando vince è solo per poche migliaia di voti non puoi tenerlo fuori".













