E anche ieri il fascismo stava per tornare. No, non c’entra la riforma della giustizia, quello era l’allarme fascismo di giovedì. Venerdì, invece, a far scatenare la sinistra ci ha pensato un video, girato fuori dalla sede di Fdi di Parma il 28 ottobre scorso, in cui si sentono alcuni ragazzi cantare “Me ne frego”. Avete presente? «Me ne frego è il nostro motto, me ne frego di morire...». E poi: «Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà...». Il tutto concluso dal grido «Duce, Duce».

Ai progressisti nostrani non è sembrato vero. E subito è scattata l’indignazione, con l’immancabile richiesta alla Meloni di chiarire, prendere le distanze, stracciarsi le vesti. Per il Pd, uno dopo l’altro, hanno parlato Elly Schlein, Chiara Braga, Francesco Boccia, Sandro Ruotolo, Chiara Gribaudo, Alessandro Zan, Annalisa Corrado, Sandro Campanini, Andrea De Maria, Paola De Micheli, Ilenia Malavasi, Daniela Manca, Marco Meloni, Dario Parrini, Filippo Sensi, Luigi Tosiani e Sandra Zampa (elenco aggiornato alle ore 18.10, potremmo esserci scordati qualcuno, ce ne scusiamo con gli interessati). E poi, naturalmente, si sono fatti sentire pure M5S, Avs, Cgil, Anpi e compagni vari... Insomma, un gran casino. «Ecco, sono rimasti fascisti». «Ecco, la Meloni non interviene». «Ecco, devono togliere la fiamma dal simbolo o il legame col Ventennio non si spezzerà mai». «Ecco...».