Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, è stato aascoltato dalle commissioni riunite Attività produttive, della Camera, e Industria, del Senato, sullo stato della produzione automobilistica del gruppo in Italia.
L’audizione - avvenuta nella Sala del Mappamondo di Montecitorio e molto apprezzata dai parlamentari rispetto a quella del suo predecessore Carlos Tavares - non ha riservato grandi novità, ma il manager non ha mancato di fare ai parlamentari delle richieste; quest'ultime riguardano condizioni di contesto che non favoriscono gli investimenti di qualsiasi tipo di impresa industriale, e che già da tempo sono oggetto di dibattito tra le associazioni datoriali e le istituzioni. Filosa si è soffermato, in particolare, sui costi dell’energia e del lavoro.
“Dietro al nostro piano c’è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. So bene - ha detto il manager - che conoscete già i limiti competitivi del nostro Paese e le complessità delle regole europee, ma è importante, per me, condividere con voi alcune riflessioni”, ha spiegato Filosa, partendo dal tema energetico: “Nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, meno della metà in entrambi i Paesi. È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori”.











