Il referendum? Ruini svolse un lavoro di incoraggiamento a tutto il mondo cattolico, perché avesse il coraggio di entrare in una sorta di battaglia culturale a favore della vita, quella intangibile: questo fu un primo messaggio. La caduta del muro e l’amicizia con Giovanni Paolo II. Il ricordo dell’ex parlamentare cattolica

Per il cardinale Ruini valori non negoziabili significava valori che sono nel fondo del cuore di ognuno di noi. Rinunciare a quei valori significava rinunciare alla propria identità. Così l’ex parlamentare cattolica Udc Paola Binetti, che Formiche.net ha raggiunto sul palco del Terzo Festival dell’Umano tutto intero a poche ore dalla scomparsa del porporato. In questo affettuoso e caloroso ricordo, Binetti ripercorre i tratti salienti del percorso ruiniano, tra impronte valoriali, caratteriali e legati ai momenti storici che ha vissuto.

Binetti, qual è il suo primo ricordo del cardinale Ruini?

È legato al momento straordinario di ricchezza e di unità dei movimenti, delle associazioni, di tutto ciò che in qualche modo poteva avere una sorta di etichetta del mondo cattolico. Ma non solo del mondo cattolico bensì anche di altre associazioni e di altri contesti. Il mondo cattolico si configurava, in quel momento, come un mondo particolarmente unito e compatto ed era in occasione della preparazione del Comitato scienza e vita in vista del referendum per la legge 40. In quel contesto il cardinale Ruini svolgeva un lavoro più che altro di incoraggiamento a tutto il mondo cattolico, perché avesse il coraggio di entrare in una sorta di battaglia culturale a favore della vita. E farlo unito e compatto, andando oltre qualunque divergenza, ma sapendo che c’era un valore che supportava tutte le scelte, anche quelle che potevano prendere strade diverse.