L’intesa Iran-Usa stabilizza il conflitto ma lascia irrisolti nucleare, missili e questione del regime. Sul nodo Hormuz l’Europa può assumere un ruolo di guida nella sicurezza marittima, purché resti la presenza americana. Intervista a Ian Lesser, distinguished fellow e consigliere del presidente German Marshall Fund

Nelle ultime ore ha iniziato a circolare la bozza dell’intesa tra Teheran e Washington, che prospetta una stabilizzazione del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Restano però aperti i dossier più delicati, dal nucleare iraniano alla proliferazione missilistica fino al futuro del regime. Formiche.net ha chiesto a Ian Lesser, distinguished fellow e consigliere del presidente German Marshall Fund, di fornire la sua interpretazione.

Qual è il suo commento a caldo sulla bozza che ha iniziato a circolare nelle ultime ore?

Prima di tutto, penso che saremo tutti d’accordo sul fatto che sia una buona cosa avere almeno una stabilizzazione del conflitto e una fine al tipo di ostilità che abbiamo visto negli ultimi mesi, di riaprire lo Stretto di Hormuz e di avviare in qualche modo negoziati con l’Iran sulle questioni più spinose riguardanti soprattutto le sue ambizioni nucleari. Quindi nel complesso lo vedo come una cosa positiva. Chiaramente, ci saranno molte persone deluse, e alcune di esse che solleveranno dubbi riguardo al contenuto e alla tempistica.