La conosciamo come la Venere di Botticelli. Ma per oltre 500 anni la morte di Simonetta Vespucci, la donna che ispirò l'iconica opera Nascita di Venere, è rimasta avvolta nel mistero. Morta nel 1476 a soli 23 anni, infatti, la scienza prova ancora a spiegarne il motivo. A fornire oggi una nuova possibile spiegazione sulle cause della scomparsa prematura della vera Venere di Botticelli sono stati i ricercatori della Queen Mary University di Londra, dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e dell'Università della California che, in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Endocrinology, Diabetes & Metabolism, sono giunti alla conclusione che si sia trattato di una improvvisa emergenza medica, e più precisamente di un'espansione dell'adenoma ipofisario, con conseguente apoplessia tumorale.La vera Venere di BotticelliNata a Catteneo (Liguria) il 28 gennaio 1453, Simonetta Vespucci era una donna ben nota nell'alta società fiorentina che, nel 1469, sposò Marco Vespucci, discendente di una nobile famiglia di banchieri fiorentini. I suoi tratti, secondo gli storici, incarnavano i canoni estetici del Rinascimento, tanto che tradizionalmente viene identificata in diversi dipinti attribuiti al suo devoto ammiratore e amico, Sandro Botticelli. Come si legge nel nuovo studio, alla sua morte, il corpo fu esposto alla pubblica venerazione, vestita e scoperta (vestito bianco, volto scoperto), il massimo omaggio alle illustri figure del Rinascimento. Riposa oggi nella chiesa di Ognissanti, dove nel 1510, Botticelli chiese di essere sepolto ai suoi piedi, in un ultimo atto di devozione alla sua musa.Il mistero della sua mortePer anni, gli storici hanno tentato di capire le cause precise della morte prematura della Venere di Botticelli, sospettando che la responsabile fosse stata una generica forma di tubercolosi, malattia estremamente diffusa nell’Europa del Quattrocento. Le fonti dell'epoca, infatti, descrivono un progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute prima della scomparsa, avvenuta il 26 aprile 1476. Nel 2019, tuttavia, alcuni ricercatori hanno avanzato l'ipotesi che molto più probabilmente la donna soffrisse di un adenoma ipofisario, un raro tumore che si sviluppa nella ghiandola pituitaria (ipofisi), posta alla base del cervello e che avrebbe potuto alterarne progressivamente i tratti somatici e contribuire poi al decesso.La nuova spiegazioneDa un'analisi ancora più approfondita dei documenti storici e servendosi di nuove metodologie, gli autori del nuovo studio hanno proposto un quadro clinico molto più complesso: si potrebbe essere verificata un'improvvisa emergenza medica, riconducibile all'espansione dell'adenoma ipofisario che ha portato a una apoplessia tumorale, una sindrome appunto grave e improvvisa, causata da un'emorragia o da un infarto all'interno dell'ipofisi, capace di provocare un rapido deterioramento delle condizioni fisiche. "Le lettere tra Piero Vespucci e Lorenzo de' Medici sugli ultimi giorni di Simonetta descrivono il suo collasso durante un ballo e il successivo riposo in una stanza buia, dove soffriva di forti mal di testa, allucinazioni, vomito e febbre alta”, ha commentato l'autrice Domiziana Nardelli. “Tutti sintomi di un tumore ipofisario in rapida espansione". Anche nel Ritratto allegorico di donna di Botticelli, la musa è Simonetta Vespucci, che viene rappresentata mentre allatta. “Eppure sappiamo che non aveva figli”, ha ricordato il co-autore Paolo Pozzilli. “Crediamo che ciò, insieme ai cambiamenti nei tratti del viso, possa mostrare i reali sintomi fisici di un adenoma secernente prolattina e ormone della crescita. È anche possibile che la posizione anomala degli occhi nella Nascita di Venere – lo strabismo, successivamente considerato un segno di bellezza – sia causata dal tumore ipofisario”.