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Loredana Ficicchia

La Venere e La Primavera ora si trovano una davanti all’altra, protette da teche ermetiche, la ripresa della museografia storica e i Qr. Il direttore Simone Verde: «Una rigenerazione senza tradire l’identità»

Bellissime e famose ora le due muse di Botticelli, La Venere e la Primavera, col nuovo allestimento degli Uffizi l’una di fronte all’altra, sembrano guardarsi negli occhi. Loro che dal loro concepimento, nel Quattrocento, non sono mai state separate.

Uscite dalle teche e abbaglianti in una cornice dorata, ora accorciano le distanze col pubblico e sono disposte a raccontare di loro stesse e dei due capolavori del maestro fiorentino, esibendo QR code e supporti video. Ogni opera ne è dotata nel nuovo allestimento. Si tratta di un moderno sistema di protezione invisibile, una sorta di teca blindata, una grande novità tecnologica bilanciata nel restauro dal rispetto della tradizione cromatica e architettonica cara al Vasari: grigio chiaro alle pareti, boiserie in legno e basamenti pietra.