HomeMagazineVenere e Primavera, le ‘regine’ di Botticelli agli Uffizi ora si guardano. Ed è subito corsa ai selfieFirenze, nuovo allestimento al museo degli Uffizi: i quadri sono in due stanze comunicanti per gestire il flusso di visitatori. Il cambio, voluto dal direttore Verde, crea un racconto attraverso altri dipintiLa Primavera (a sinistra) e la Venere di Sandro Botticelli agli UffiziRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciFirenze – Probabilmente non sono mai state insieme, anche se Giorgio Vasari sostiene di averle viste una accanto all’altra. Di sicuro, prima è arrivata la ‘Primavera’, intorno al 1482, e per un po’ di tempo fu appesa nel palazzo di famiglia dei Medici in via Larga. Qualche anno più tardi dalla stessa mano di Sandro Botticelli, nasce anche la ‘Venere’, realizzata per la Villa di Castello, proprietà dei fratelli Giovanni e Lorenzo de’ Medici, detti ‘Popolani’, cugini più giovani e meno celebri del grande Lorenzo il Magnifico.
Ovunque fossero state, e chiunque fosse stato il committente, la sorte di questi due capolavori è andata oltre il desiderio di creare due bellissimi dipinti, forse al di là della volontà dello stesso artista, che per tutta la vita continuò a raffigurare le sue figure femminili col volto di Simonetta Vespucci. Inventariate agli Uffizi dal 1890, nel corso degli anni ogni direttore ha sentito il bisogno di esporre la ‘Venere’ e la ‘Primavera’ in modo che parlassero e raccontassero molto più di quello che svelano a prima vista: mitologia classica, neoplatonismo, allegorie rinascimentali legate ai Medici, conoscenze botaniche.









