La Biblioteca di Babele di Borges diventa una metafora del rapporto tra caos, senso e conoscenza. Tra entropia di Shannon e intelligenza artificiale, emerge il limite della forza bruta e il valore della collaborazione tra umano e macchina

Data Strategy Lead Cefriel

“L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo.” Questo è il famoso incipit de “La biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges, pubblicato nel 1941 nella raccolta “Il giardino dei sentieri che si biforcano“. La Biblioteca è composta da libri di 410 pagine, contenenti 40 righe di 80 caratteri ciascuna, cioè ogni volume contiene esattamente 1.312.000 caratteri.

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