Fin dall’antichità, il progresso ha sempre mostrato una faccia doppia. Da un lato c’è la gioia dell’innovazione: l’ebbrezza di trovarsi a un passo da una rivoluzione e la consapevolezza di far parte di un nuovo capitolo della storia. Dall’altro, incombe la paura dell’ignoto e il terrore di veder sgretolate le proprie certezze. Pensate un po’ alla fine che ha fatto il povero Ippaso di Metaponto! Oggi stiamo vivendo una sensazione simile con l’avvento dell’intelligenza artificiale, in particolare con l’esplosione dei modelli linguistici: (ChatGpt, Gemini, Claude ecc.) tanta eccitazione, ma anche un bel po’ di paura. Proprio per gestire questo momento di passaggio, alcuni dei matematici più influenti dei nostri giorni hanno recentemente steso la Dichiarazione di Leiden sull’Intelligenza Artificiale e la Matematica (Dichiarazione di Leida sull’Intelligenza Artificiale e la Matematica).
Di cosa stiamo parlando?
La dichiarazione, che trovate qui , è stata redatta da ricercatori provenienti da vari istituti mondiali e firmata, tra gli altri, da personalità molte rispettate nel mondo matematico come Terence Tao, Ingrid Daubechies, Peter Scholze, Maryna Viazovska, Gigliola Staffilani, Volker Mehrmann e Ulrike Tillmann, ma anche da uno dei grandi esperti di intelligenza artificiale come Yann LeCun, ha il compito di delineare alcuni principi etici e di comportamento sull’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo della ricerca matematica. Questa dichiarazione arriva nel momento giusto: l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca matematica si trova a una svolta epocale. Si sente spesso parlare di problemi storici risolti improvvisamente grazie al suo intervento, ne abbiamo parlato in alcuni articoli recenti .








