Pubblicato il: 17/06/2026 – 10:27
di Giorgio Curcio
ROMA Un’imbarcazione in partenza dal porto colombiano di Barranquilla, una destinazione finale indicata in Turchia, una sosta intermedia in acque italiane. In mezzo, il ruolo dei «correi calabresi» chiamati – secondo la ricostruzione degli investigatori – a curare il trasbordo della cocaina. È uno dei passaggi più significativi dell’ordinanza firmata dal gip di Roma Francesco Patrone nell’inchiesta “New Age” incentrata sul presunto gruppo criminale attivo nel traffico internazionale di stupefacenti tra Sudamerica, Spagna, Lazio e Calabria, con un’ombra – molto più di una – legata alla ’ndrangheta.
L’ordinanza
Il provvedimento arriva dopo i fermi disposti a maggio e dopo il passaggio di competenza al Tribunale di Roma. Il 9 giugno il gip ha applicato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Pavel Guarin Morales, nato in Colombia, indicato come il «Presidente»; Kelvin Luciano Rosario, nato in Repubblica Dominicana; Diana Marcela Guevara Mayor, nata in Colombia; Raffaele Mazza, romano ma chiamato nelle carte «il calabrese»; e Cristian Centra, nato a Fondi. Le accuse, a vario titolo, ruotano attorno all’associazione finalizzata al traffico di droga e a singoli episodi di cessione di cocaina.










