Pubblicato il: 22/07/2026 – 10:42

di Giorgio Curcio

CATANIA Un carico di quasi due tonnellate di cocaina lasciato in mare, le coordinate necessarie per rintracciarlo e una destinazione finale indicata dagli investigatori: la Calabria. Attorno a quella partita di droga, recuperata e sequestrata dalla Guardia di finanza prima che potesse raggiungere terra, si sarebbero mossi uomini siciliani e calabresi, pescatori e motopescherecci. È il capitolo più imponente della seconda ordinanza cautelare dell’inchiesta “Abisso”, il procedimento che ha ricostruito una rete di traffici sviluppata tra Sicilia, Calabria e Malta. Il gip di Catania Anna Maria Cristaldi ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone: Mario Carmelo Cambria, detto “Melo”; Giuseppe Castagna, detto “Caddiddu”; Giuseppe Coniglione; Alfredo Titola e poi i due calabresi Giuseppe Curciarello, detto “Peppe”, originario di Locri e residente a Siderno, allo stato irreperibile, e Antonio Scarfò, detto “Paco”, di Siderno. L’ordinanza segue quella emessa il 28 maggio scorso nei confronti degli altri indagati e arriva dopo gli interrogatori preventivi celebrati il 23 giugno.

Il carico lasciato in mare

Il cuore dell’indagine riguarda 1.918 chili di cocaina trasportati dall’estero e abbandonati in mare davanti alle coste siciliane. Chi attendeva la droga avrebbe ricevuto le coordinate del punto nel quale era stata lasciata, così da organizzare il recupero e il successivo trasferimento. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, dal 15 marzo 2023 le conversazioni intercettate restituiscono uno «stato di fibrillazione» tra gli indagati. Il carico doveva essere trovato rapidamente e per riuscirci sarebbero stati coinvolti uomini capaci di muoversi lungo il litorale e di uscire in mare. Gli investigatori seguono gli spostamenti, ascoltano le telefonate e ricostruiscono gli incontri. Al centro delle operazioni viene collocato Antonino Vasta, indicato come colui che avrebbe diretto la ricerca della cocaina. Alla partita di droga, annota il gip, sarebbe stato interessato anche il clan catanese Cappello-Bonaccorsi. Il piano, però, non arriva a compimento. Il carico viene individuato dalla Guardia di finanza, che sequestra quasi due tonnellate di cocaina. La sostanza, scrive il giudice, era stata acquistata all’estero e trasportata nei pressi delle coste siciliane, dove era stata lasciata in mare in un punto conosciuto dagli uomini incaricati del recupero. Una volta portata a terra, «avrebbe poi dovuto essere trasportata in Calabria».