Pubblicato il: 11/06/2026 – 7:00
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME «Minchia tremila chili… minchia di soldi». Nelle carte dell’inchiesta della Dda di Catania sull’asse della droga tra Calabria e Sicilia c’è un passaggio che allarga il quadro ben oltre il mercato dello spaccio di Palagonia, Caltagirone e Gela. È una conversazione intercettata nel capannone dei Brancato, il luogo che secondo l’accusa avrebbe dovuto diventare un deposito della cocaina proveniente dalla Calabria. A parlare è Antonino Apa, 49enne residente a Rosarno, indicato dagli inquirenti come stabile fornitore del gruppo siciliano e referente per i collegamenti con la Calabria.
Il maxi-sequestro della GdF
Il riferimento è a uno dei sequestri di cocaina più importanti mai eseguiti in Italia: oltre 5,3 tonnellate intercettate nel luglio 2023 su un peschereccio partito da Bagnara Calabra, il “Ferdinando D’Aragona”, con un valore stimato in oltre 850 milioni di euro. Una vicenda già approdata anche sul piano processuale, con la condanna a 16 anni del comandante calabrese del motopeschereccio, Vincenzo Catalano, 35enne originario di Bagnara Calabra.








