Pubblicato il: 28/05/2026 – 18:31
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Lo storico capo di Cosa nostra, ormai defunto, Matteo Messina Denaro «era entrato in affari con i calabresi per importare sostanze stupefacenti dal Sudamerica». È uno spaccato tutt’altro che banale quello che emerge dall’inchiesta della Dda di Palermo che avrebbe consentito di ricostruire – almeno in parte – l’immenso tesoro sparso, è proprio il caso di dirlo, in giro per il mondo: azioni, fondi, titoli, conti milionari in banche di diversi Paesi, appartamenti e resort extralusso tra Marbella e Malaga e decine di società, come la Lujo Family Office, la spagnola Smiley Bubbles e la Cinzano Ltd, costituita nel 2011 nelle Isole Cayman. Un patrimonio dal valore di oltre 200 milioni di euro, riconducibile a Giacomo Tamburello, 66enne di Campobello di Mazara, tra gli arrestati dell’operazione e ritenuto dagli inquirenti palermitani l’uomo che avrebbe gestito il narcotraffico per conto di Matteo Messina Denaro.
Tamburello
Mentre la sensazione degli investigatori è quella di aver scoperto solo la punta dell’iceberg, dalle carte dell’inchiesta palermitana emerge dunque anche un filone che parla di Calabria. Un dato acquisito agli atti attraverso l’interrogatorio del collaboratore Giuseppe Bruno che, nel gennaio scorso, ha reso dichiarazioni sul conto di Tamburello e sui rapporti tra Matteo Messina Denaro e i traffici internazionali di droga. «La persona che io chiamo l’avvocato e Tamburello avevano avviato questo traffico di stupefacenti per conto di Matteo Messina Denaro ed erano in grado di rifornire sia di cocaina che di hashish a un prezzo notevolmente più basso rispetto a quello proposto dai calabresi, purché la droga venisse pagata a vista», spiega il collaboratore. E ancora: «All’epoca i calabresi vendevano la cocaina a 31mila euro, mentre Tamburello riusciva a venderla a 24mila euro al chilo». «La maggior parte degli sbarchi di droga organizzati dai trapanesi avvenivano in Spagna e da qui la droga era trasportata in Italia con i camion frigo per il trasporto del pesce», ha spiegato ancora il collaboratore.










