Pubblicato il: 15/06/2026 – 19:05
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Quasi due tonnellate di cocaina lasciate in mare, un punto indicato da coordinate. E poi le barche da trovare, il timore dei controlli della Guardia di finanza e l’obiettivo di spingere il recupero fino alla Calabria. Dall’inchiesta “Abisso” salta fuori anche un capitolo quasi da cinematografico legato al presunto traffico di droga ricostruito dalla Dda di Catania. Fari puntati su un maxi carico perduto, la corsa per recuperarlo e i contatti calabresi chiamati in causa nella fase più delicata dell’operazione. Tutto riportato nell’ordinanza firmata dal gip di Catania Anna Maria Castaldi che ha portato all’arresto di 15 persone.
L’inchiesta “Abisso”
Ma andiamo con ordine, partendo dai soggetti – tutti indagati – coinvolti nella vicenda. Secondo l’accusa, Giuseppe Curciarello, Angelo Salvatore Egitto, Orazio Finocchiaro, Agatino Litrico, Agatino Montedoro, Giuseppe Platania, Antonio Scartò e Antonino Vasta «avrebbero compiuto atti diretti in modo non equivoco a importare 1.918,06 chili di cocaina», si legge. La sostanza stupefacente, trasportata dall’estero, sarebbe stata lasciata in mare in un punto indicato da coordinate necessarie per curare la fase del recupero. L’operazione, però, non sarebbe andata a buon fine per l’intervento della Polizia giudiziaria, che sottoponeva a sequestro il carico.













