A Bruxelles il confronto con Commissione europea, EFRAG e imprese

Roma, 17 giu. – La competitività europea si rafforza attraverso aziende che adottano una sostenibilità più efficace, capace di creare valore nel lungo periodo e di supportare la gestione di rischi e impatti lungo le catene del valore. In questo contesto, la semplificazione della rendicontazione prevista dal pacchetto Omnibus rappresenta un’opportunità per le imprese, a condizione che preservi trasparenza, comparabilità e qualità delle informazioni ESG. È questo uno dei principali messaggi emersi dalla roundtable “Sustainability Reporting in Transition: Omnibus, ESRS and Competitiveness: the role of companies in the new European framework”, promossa a Bruxelles da UN Global Compact Network Italia.

I dati più recenti raccolti attraverso la Communication on Progress (CoP) 2025 – la rendicontazione annuale obbligatoria attraverso cui le imprese aderenti all’UN Global Compact – confermano i progressi compiuti, mostrano come la sostenibilità sia sempre più integrata nelle strategie e nei processi aziendali. L’84% delle aziende ha adottato un impegno formale sui diritti umani e il 71% processi di due diligence, consolidando strumenti robusti di governance e gestione dei rischi e impatti ESG all’interno delle imprese. Un’evoluzione che testimonia una crescente integrazione della sostenibilità nei processi aziendali, rafforzando al contempo trasparenza e governance climatica. L’88% delle imprese aderenti dispone inoltre di un impegno formale sui temi ambientali e, con riferimento alle emissioni di Scope 3, tra il 64% e l’81% ha adottato policy formalmente approvate dai massimi organi aziendali e allineate ai principali standard internazionali.