Meno burocrazia e maggiore focus su ciò che fa davvero la differenza per una crescita sostenibile sotto tutti i punti di vista. L’Unione europea avvia una drastica semplificazione degli standard Esrs, acronimo che sta per European Sustainability Reporting Standards e indica le norme tecniche che stabiliscono come le aziende europee devono rendicontare le proprie informazioni di ambiente, inclusione sociale e governance.
Meno burocrazia per le imprese
La riforma comunitaria riduce del 60% i punti dati obbligatori per alleggerire il carico burocratico e favorire la competitività. Per le aziende, questo reset non è un passo indietro, ma l’opportunità di focalizzarsi su informazioni realmente utili alle decisioni degli investitori e del management. Per anni, il reporting di sostenibilità sotto la spinta della Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive) è stato percepito dalle aziende europee come un esercizio monumentale di raccolta dati. Con i primi bilanci basati sul precedente set degli standard Esrs, si sono visti report lunghi 500 pagine e oltre, densi di tecnicismi ma spesso privi di una visione strategica chiara, rileva un’analisi di Boston Consulting Group, che sottolinea come questo eccesso di prescrittività abbia rischiato di soffocare la competitività europea, un tema sollevato con forza anche dal Rapporto Draghi.







