Per anni la sostenibilità è stata raccontata attraverso indicatori qualitativi, grafici e tabelle. Oggi, invece, l’obiettivo è misurarla con la stessa unità di misura del business: il valore economico. È questa la sfida lanciata dal Sustainability Research Lab (Srb Lab) dell’Università Bocconi, che in un report sottolinea l’importanza per le imprese di strutturare i propri report d’impatto, ovvero dedicati all’insieme degli effetti che un’organizzazione genera sull’ecosistema in cui opera, integrando la monetizzazione dei risultati ottenuti, così da quantificare in euro gli effetti positivi e negativi delle attività aziendali sull’ambiente e sulla società.
Tradurre la sostenibilità in termini economici permette infatti di bilanciare valore per azionisti e valore per la collettività, rendendo più chiaro dove intervenire per massimizzare i benefici o ridurre gli impatti negativi. Un report d’impatto così concepito non è più un documento di comunicazione, ma uno strumento di gestione e pianificazione strategica, capace di monitorare gli effetti delle scelte aziendali su ambiente, persone e territorio accanto ai risultati economici e finanziari. I vantaggi, si evidenzia nel paper, sono duplici: una maggiore capacità di indirizzare risorse e investimenti nelle aree più rilevanti e un rafforzamento della fiducia presso stakeholder e investitori. Tra le 30 grandi imprese internazionali che hanno già pubblicato un impact report monetizzato – tra cui Microsoft, Abn Amro, Kering e Zalando – la rendicontazione d’impatto è ormai un elemento di differenziazione competitiva.






