Parte dal Piemonte – ma vale per il Settentrione e parte del centro – la rivolta dell’Antimafia contro la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura dell’11 giugno 2026, che individua undici Procure distrettuali collocate in aree ad alta densità mafiosa, quasi tutte nel Mezzogiorno, con la sola eccezione di Roma. Il Piemonte, costellato da una radicata presenza di cosche soprattutto – ma non solo – legate alla ‘ndrangheta, non figura tra questi. La geografia delle mafie è cambiata Ed è Libera a sferrare un durissimo attacco al merito della scelta del Consiglio: «Da anni – spiega la co-presidente nazionale di Libera Francesca Rispoli – la geografia delle mafie in Italia è profondamente cambiata e non può più essere letta attraverso una distinzione rigida tra Sud e resto del Paese». «Le indagini, i procedimenti giudiziari e le sentenze definitive – aggiunge Rispoli – raccontano con chiarezza una presenza mafiosa stabile e radicata anche nel Centro e nel Nord Italia.

Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sono territori in cui le organizzazioni mafiose hanno consolidato la propria capacità di infiltrazione nei circuiti economici, nel tessuto sociale, negli appalti, nella logistica, nel ciclo del cemento, nel gioco d’azzardo, nella ristorazione, nel commercio e nei servizi». Ancora: «Per questo, pur riconoscendo l’importanza della delibera del Csm e la necessità di garantire alle procure più esposte una guida autorevole e competente, riteniamo indispensabile che anche gli strumenti di osservazione, valutazione e rafforzamento degli uffici giudiziari si adeguino all'evoluzione del fenomeno mafioso. Limitare l'idea di “alta densità mafiosa” quasi esclusivamente alle aree tradizionalmente segnate dalla presenza storica delle organizzazioni criminali rischia di restituire una rappresentazione parziale e ormai insufficiente della realtà». Piemonte seconda per “reati spia” Seguono numeri e statistiche del 2024 che raccontano un paradosso che la delibera trascina con sé: da domani per diventare procuratore aggiunto al Nord un “semplice” pubblico ministero non si vedrà riconosciuto una valutazione maggiore se ha svolto, prima di partecipare al concorso, indagini e inchieste antimafia. Eppure, racconta Libera, in un mini-dossier sul Piemonte nel 2024 si sono registrati 29.515 reati spia complessivi, rendendo questa la seconda regione in Italia dopo la Lombardia. La provincia di Torino accentra il 60% del totale regionale con 17.648 reati spia.