Paola Bellomo: “Altrove arrivano milioni, qui paghiamo anni di inerzia amministrativa”. Nel mirino fondi revocati, progetti mancati e quartieri ancora senza servizi essenziali: “Si parla di droni, ma i liquami sono sotto gli occhi di tutti”

“Il piano di investimenti da 175 milioni di euro per il settore depurativo fognario svela, in tutta la sua drammaticità, il peso dell’incapacità amministrativa e politica della governance crotonese. Di questa pioggia di milioni, al Comune di Crotone sono stati destinati appena 3.636.000,00 euro per il completamento della rete fognaria e il potenziamento di due piccoli impianti”. L’avv. Paola Bellomo Presidente di ADOC Crotone (Associazione difesa orientamento consumatori) denuncia con forza non solo l’insufficienza di tale cifra, ma soprattutto le ragioni politiche e tecniche che l’hanno determinata.

“Mortificante marginalizzazione”

Bellomo aggiunge: “I fondi FSC e PNRR non vengono elargiti per grazia ricevuta, ma premiano la capacità degli Enti locali di presentare Studi di Fattibilità validi e progetti cantierabili. Il fatto che realtà come Melito Porto Salvo intercettino oltre 8 milioni o Vibo Valentia 7 milioni, certifica che la classe dirigente crotonese è rimasta, ancora una volta, a fare da spettatore inerte, del tutto priva di una programmazione tecnica all’altezza dell’emergenza. Questa mortificante marginalizzazione è il frutto avvelenato della “inerzia” amministrativa già certificata dalla Regione Calabria nel 2021, quando al Comune di Crotone furono revocati i fondi originari (oltre 4,6 milioni) destinati alle reti di Papanice e Margherita perché mai spesi. Oggi, a fronte di un fabbisogno commissariale accertato di quasi 7 milioni solo per sanare quelle due frazioni, le briciole ottenute con questo nuovo piano condannano intere aree del territorio a rimanere senza servizi igienico-sanitari essenziali”.