C’era una volta una centrale elettrica, un fabbricato industriale da cui si dava energia alla città. E oggi c’è una sala, stile auditorium, pavimentata in parquet con 210 poltroncine Frau in tessuto scuro, un grande palcoscenico dotato di attrezzature scenotecniche, graticcia, soppalco, sipario in velluto e tecnologie avanzatissime.

Già: la vecchia centrale Enel si è trasformata nella sala grande del nuovo teatro delle Passioni, pronto a ospitare e diffondere una nuova energia culturale e creativa. Dalla seconda metà di ottobre, questo sarà ufficialmente il terzo teatro di Ert in città, insieme allo Storchi e alla sala piccola delle Passioni, inaugurata tre anni fa.

"Per me è come chiudere un cerchio – ammette con emozione il sindaco Massimo Mezzetti –. Proprio trent’anni fa ero assessore alla cultura quando Pietro Valenti, allora direttore di Ert, mi comunicò che si sarebbe dovuti lasciare i locali del San Geminiano. Con il sindaco Barbolini (oggi presidente di Ert, ndr), concordammo di portare le attività teatrali all’ex Amcm, nel capannone che poi divenne il primo teatro delle Passioni. Sono passati gli anni, quel teatro ha chiuso ed è sbocciato il nuovo. Oggi, con questa operazione di rigenerazione urbana, è come se si completasse un ciclo".