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Valentina Marotta

Sotto accusa le condizioni degradanti del carcere fiorentino: infiltrazioni di acqua nelle celle, muffa sulle pareti, intonaco scrostato e animali infestanti nelle celle e nei bagni. Il Dap: 9 milioni per riqualificarlo

Infiltrazioni di acqua nelle celle, muffa sulle pareti, intonaco scrostato e animali infestanti nelle celle e nei bagni. Dopo i reclami dei detenuti, le decisioni del tribunale di sorveglianza di Firenze e le ispezioni della Asl, metà del carcere di Sollicciano finisce sotto sequestro. A firmare la decisione, senza precedenti in Italia, è il gip Alessandro Moneti che ha accolto la richiesta del procuratore capo Rosa Volpe e della pm antimafia Christine von Borries, ponendo i sigilli a tre sezioni del reparto penale (riservata ai reclusi con pena definitiva) ad altrettante della sezione giudiziaria (destinata a detenuti sottoposti a misura cautelare) e quella dell’Accoglienza.

L’inchiesta è per ora a carico di ignoti e ipotizza i reati di violazione della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Entro i prossimi due mesi circa 230 detenuti dovranno essere trasferiti, a scaglioni, in altri istituti. A dare il via alle indagini, nel 2025, i ricorsi dei detenuti e le decisioni del tribunale di sorveglianza. Poi le indagini degli investigatori della squadra mobile di Firenze, del dipartimento di prevenzione igiene e sicurezza della Asl e della Guardia di finanza hanno sollevato, una volta di più, il velo sulle drammatiche condizioni del carcere di Sollicciano.