"La Zona di tutela biologica non si deve fare in questo modo". Questo quanto sostengono Giacomo Mengoni, presidente Cogevo Ancona e Angelica Palumbo, consulente pesca e referente della Piccola pesca costiera di Ancona (nella foto) che in un comunicato pongono la loro contrarietà "al metodo con cui il progetto è stato presentato dall’Ente Parco del Conero e finanziato attraverso il Galpa Marche". La protesta nasce per il "mancato coinvolgimento nella fase di elaborazione del progetto delle marinerie di Ancona, della Cogevo e degli altri soggetti che vivono e lavorano quotidianamente il mare. Non siamo stati messi in condizioni di portare osservazioni prima della presentazione della proposta. Ci è stato illustrato il progetto già scritto e finanziato".
Per questi motivi i firmatari del comunicato chiedono formalmente "l’apertura di un tavolo di confronto pubblico e partecipato che coinvolga il Parco regionale del Conero, l’Università Politecnica delle Marche, Regione Marche, Galpa Marche, Cogevo, rappresentanti della piccola pesca costiera, della pesca sportiva e ricreativa, associazioni nautiche da diporto, operatori turistici e balneari". Il firmatari della nota definiscono "un grave errore procedere senza un confronto reale. Il mare del Conero è un patrimonio di tutti e le decisioni sul suo futuro devono nascere dal dialogo, dalla trasparenza e dalla partecipazione. Non dalle comunicazioni a cose fatte". Nei giorni scorsi, si erano mostrati contrari al progetto i rappresentanti di Europa Verde che definiscono la Ztb "una maschera di tutela che non protegge l’ecosistema e che non potrà mai essere l’alternativa all’Area marina protetta del Conero".







