HomeFermoCronacaLa battaglia di Maria Dea: "Mio fratello parcheggiato in un reparto psichiatrico. Mancano strutture adatte"La 28enne, originaria di Pedaso ma residente a Padova, racconta: "È difficile accettare che da sette mesi sia ricoverato senza alcuna prospettiva concreta di cura e di vita. Trovo solo muri burocratici" .Maria Dea Montanini, 28 anni, originaria di PedasoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon chiede privilegi, né scorciatoie. Chiede soltanto che a suo fratello venga garantita una prospettiva di vita dignitosa. È l’appello che Maria Dea Montanini, 28 anni, originaria di Pedaso ma residente da dieci anni a Padova, affida all’opinione pubblica e alle istituzioni competenti per richiamare l’attenzione su una situazione che definisce "non più sostenibile". Al centro della vicenda c’è Emanuele, 23 anni da compiere a luglio, da circa sette mesi ricoverato in un reparto psichiatrico dopo l’ennesimo trattamento sanitario obbligatorio. "Non perché – dice Maria Dea – quella sia la sua destinazione definitiva, ma perché non è stata ancora individuata una struttura adeguata ad accoglierlo. Quando telefono in ospedale mi presento come sua sorella – confida – anche se non siamo legati biologicamente, per me resta mio fratello e continuerà ad esserlo sempre". La loro storia inizia nel 2006. Emanuele ha appena quattro anni quando entra nella famiglia Montanini in affido. Alle spalle ha già vissuto l’abbandono del padre e una situazione familiare complessa che porta i servizi a dichiarare la madre non idonea alla sua crescita. Prima dell’affidamento trascorre i primi anni della sua vita in una struttura religiosa. "Ero figlia unica e mia madre desiderava allargare la famiglia. Emanuele è arrivato da noi ed è diventato parte della nostra vita".