Come regalo di compleanno, Trump ha ricevuto ieri dal cancelliere Merz una maglietta da giocatore di football, con la scritta Trump 47 (è la 47esima presidenza) e la diplomazia musicale dell’Eliseo ha scelto per presentare on line l’arrivo del presidente Usa al G7 di Evian una canzone dal titolo evocativo: Love is a Long Road di Tom Petty (per Meloni è stata scelta la zuccherosa Felicità di Abano). Ma il clima non è disteso a Evian: secondo un sondaggio realizzato in vista del G7 dall’European Council on Foreign Relations, solo un europeo su dieci considera gli Usa un alleato e un quarto ritiene che siano un rivale».

SOTTO LO SGUARDO dei sei partner, sollevati perché «la diplomazia ha dato i suoi frutti» (Ursula von der Leyen), ma preoccupati per l’evolversi della situazione, il presidente Usa ha sbaragliato ogni dubbio: ha definito «fantastico» l’accordo che gli Usa firmeranno con l’Iran venerdì, nel complesso di lusso del Bürgenstock, sulle alture del lago di Lucerna, in Svizzera.

I «dettagli” dell’intesa verranno comunicati «nei prossimi giorni». Con l’emiro del Qatar Al-Thani, Trump ha tuonato: «L’Iran non avrà mai l’arma nucleare, non lo svilupperanno, non la compreranno, non ne faranno nulla» e, se osano «subiranno conseguenze incredibili, l’inferno si abbatterà su di loro»: senza ammettere che ormai l’Iran ha trovato la sua “bomba”, il controllo dello stretto di Hormuz.