Martedì al G7 in Francia il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha regalato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump una maglia della Nazionale di calcio della Germania come regalo per i suoi 80 anni, che ha compiuto la scorsa settimana. Tra i due sono seguiti sorrisi e battute, cosa inaspettata visti i grossi dissidi che avevano avuto negli ultimi mesi per via della guerra degli Stati Uniti in Medio Oriente. Anche gli altri leader europei presenti al G7 si sono mostrati molto più collaborativi con Trump, dando segnali di distensione dopo mesi di scontri.
Il principale cambiamento è stato l’accordo tra Stati Uniti e Iran per concludere la guerra (che è in realtà assai vago, e di fatto non risolutivo). Per i leader europei, che avevano criticato le operazioni militari statunitensi e ne erano rimasti fuori, è stato il punto di partenza per riprendere a dialogare con Trump: innanzitutto dei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea, messi in crisi dai dazi imposti da Trump, dalle sue continue minacce e atteggiamenti ostili; e poi del sostegno all’Ucraina contro la Russia, per cui l’appoggio degli Stati Uniti è fondamentale. La strategia dei leader europei è chiara: ora che le cose in Medio Oriente sembrano essersi calmate, serve tenersi buono Trump e provare a ricostruire i rapporti con gli Stati Uniti.










