Come sempre, un evento di portata mondiale come i Mondiali diventa anche un elemento di rilevanza nella politica internazionale. Gran parte della politica tedesca ha fatto ovviamente l’in bocca al lupo alla Mannschaft: il cancelliere ha giocato la carta un po’ cringe del reel con videochiamata ai giocatori, mentre martedì ha portato al G7 di Evian in Francia una maglia della squadra tedesca a Donald Trump, ricordandogli che «in fondo giochiamo per la stessa squadra». Non è la prima volta che il capo del governo tedesco, che a più riprese si è proposto come “sussuratore” di Trump, fa leva sulle origini tedesche degli antenati del presidente, la famiglia Trumpf.

Al suo primo viaggio a Washington, infatti, gli aveva portato il certificato di nascita di suo nonno incorniciato e forse l’occasione della consegna della maglia può essere il gancio per riaprire un canale con l’imprevedibile presidente americano. E così, Trump ha ricevuto il suo Trikot con il numero 47 (è il quarantasettesimo presidente) per l’ottantesimo compleanno. Per il momento, tuttavia, anche il gesto di Merz non avrebbe sbloccato il clima teso tra i due: all’orizzonte non è infatti previsto per ora nessun colloquio bilaterale.