La persona che non vorremmo essere è il funzionario dell’Eliseo, o più probabilmente del Quai d’Orsay, che ha dovuto scegliere la colonna sonora per gli incontri di Emmanuel Macron con i suoi ospiti al G7 di Evian. Oggi la comunicazione politica si fa soprattutto sui social, com’è noto (e questo spiega perché sia diventata così basica), quindi anche il Président ha postato su Instagram i suoi bravi video mentre, insieme a Brigitte, accoglie gli altri potenti del mondo su una passerella azzurra in mezzo al verdissimo prato dell’Hôtel Royal (intanto, fra parentesi, gli antiglobalisti mettono a ferro e fuoco la città più vicina, che non è francese ma svizzera, cioè Ginevra. Che seccatura, se i confinanti ti piazzano un G7 nel cortile di casa…).

i leader al G7 di Evian

È chiaro che un reel non può non essere accompagnato dalla relativa musichetta, e così un diplomatico deejay ha dovuto scegliere quella in teoria più adatta. E qui i risultati sono alterni. Al cancelliere tedesco Friedrich Merz e Frau Charlotte è toccato “Lieblingsmensch”, alias “la persona preferita” di Namika, rapper tedesca di origini marocchine del tutto ignota dal Brennero in giù; al canadese Mark Carney e moglie Diana, “J’irai où tu iras” di Céline Dion, in omaggio al bilinguismo di un Paese che i francesi considerano una colonia perduta, nonostante Voltaire in un momento di obnubilamento dicesse che erano solo «pochi arpenti di neve» (la neve, d’accordo; ma pochi, proprio no); alla giapponese Sanae Takaichi “Arigatò” dei Nxnja Beats, hip hop nipponico ignoto ai più; al britannico Keir Starmer con first lady Victoria “The world is not enough” dei Garbage, colonna sonora di un 007 vintage, ancora dell’evo Pierce Brosnan.