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Emmanuel Macron prima ha accolto i leader del G7 a Evian e poi ha pubblicato sui social vari video con messaggi di benvenuto e, soprattutto, delle canzoni scelte su misura ad accompagnare il tutto. Per Giorgia Meloni ha scelto “Felicità” di Al Bano e Romina, per Donald Trump “Love is a long road” di Tom Petty, evidentemente canzone ricca di significato e ironica, ma fino a un certo punto. Per il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, “Lieblingsmensch”, che significa letteralmente “persona preferita”. Per il premier britannico Keir Starmer “The world is not enough", colonna sonora dei film di James Bond. Per Ursula von der Leyen e Antonio Costa, i leader europei, Macron ha scelto l’inno alla gioia.
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L'accoglienza di Macron In questa playlist, ovviamente, spicca la melodia scelta per l’arrivo di Trump. Da quando è tornato alla Casa Bianca, del resto, il rapporto tra le due sponde dell’Oceano si è fatto sempre più complicato. E soprattutto i leader europei si sono ritrovati allo stesso tavolo con Trump dopo mesi di attacchi e veri propri insulti. L’ultimo vertice internazionale che li aveva visti tutti riuniti era stato quello del World Economic Forum a Davos, in cui i leader occidentali avevano disertato l’aula al discorso di Trump, che aveva vaneggiato sul fatto di potersi prendere la Groenlandia con la forza militare, ma di non volerlo ancora fare. Insomma, all’ultimo faccia a faccia si prospettava anche la possibilità di un conflitto tutto interno alla Nato, tra Stati Uniti ed Europa. E anche se a Davos gli europei l’avevano vinta, rimanendo un fronte fermo e compatto contro Trump e costringendo a mettere via le sue mire imperialiste sulla Groenlandia, il clima era comunque rimasto glaciale. E dopo l’attacco all’Iran, Trump aveva più volte preso a male parole gli alleati europei, accusandoli di essere inutili e di non fare nulla per risolvere la crisi nel Golfo. Il G7 di Evian In queste ore sono tutti riuniti a Evian e devono provare ad andare d’accordo. Perché il caos nel Golfo ha messo in ginocchio tutte le economie e quindi una soluzione duratura e stabile va trovata. Così come va organizzata la missione per sminare lo stretto di Hormuz e far riprendere i flussi petroliferi. E poi c’è ancora l’altra grande crisi: quella della guerra in Ucraina. Meloni e Trump Al di là di tutte le questioni e i temi sul tavolo, per qualcuno c’era anche un aspetto più prettamente personale. Per Giorgia Meloni infatti, il rapporto con Trump è qualcosa di ancora più delicato. Perché, a differenza degli alleati europei, lei si era auto-conferita l’incarico di fare da ponte tra Bruxelles e Washington. Cosa che però non solo non è riuscita – nel senso che non ha smussato gli slanci più antieuropeisti di Trump – ma alla fine le si è ritorta contro. Perché quando anche Meloni non ha appoggiato la sua guerra con l’Iran, il presidente statunitense si è lasciato andare a una serie di interviste e di post sui social in cui diceva sostanzialmente di essersi sbagliato sul conto di Meloni, che in realtà non fosse la leader coraggiosa che lui pensava. Tentativi di disgelo In quel momento la presidente del Consiglio aveva risposto dicendo semplicemente che anche ai più cari amici va detto quando non si è d’accordo, però le relazioni tra i due governi erano rimaste tese da quel momento. Ora delle fonti diplomatiche italiane, quindi vicine al governo, fanno sapere che tra i due c’è stato a margine del G7 un “incontro di chiarimento”, senza “battute né scherzi”, anche se non si capisce benissimo cosa voglia dire questa espressione. Ieri sera, a margine della cena tra i leader, ci sarebbe stata “una” occasione di chiarimento, un “utile scambio” come è stato definito sempre da queste fonti diplomatiche, che hanno anche specificato che ce ne saranno altre “per approfondire ulteriormente” di qui alla fine del vertice. E nel corso di questo scambio Meloni avrebbe ribadito "quel principio di unità dell'Occidente che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali", principio chiarito "da entrambe le parti". Effettivamente da quando è stata diffusa questa nota, un altro momento si è verificato, ce lo raccontano le immagini. Subito dopo la tradizionale “family photo”, cioè la foto di tutti quanti i leader insieme, Meloni e Trump si sono allontanati fianco a fianco, camminando insieme verso la prossima riunione. Quello che si sono detti, però, ancora non lo sappiamo. Se questo contenuto ti è piaciuto, clicca su "segui" per non perderti i prossimi episodi. Se vuoi accedere ad altri contenuti esclusivi e sostenere il nostro lavoro, abbonati a Fanpage.it!










