C’è un tratto quasi controcorrente nel racconto di Elvio Silvagni, presidente di Gold Star/Valleverde: l’idea che, in un mercato globale frammentato e ipercompetitivo, la forza di un’impresa non stia soltanto nel luogo in cui produce, ma nella capacità di costruire un’identità riconoscibile, credibile e desiderabile. È qui che si inserisce la storia di Valleverde, marchio storico della calzatura italiana rilanciato dopo l’acquisizione del 2015, quando l’azienda era arrivata al fallimento.
Per Silvagni, intervistato per il vodcast “Money Vibez Stories”, quella non fu soltanto un’operazione industriale, ma una scelta coerente con una traiettoria professionale iniziata molto prima: “Ho cominciato nel 1970 come modellista di calzature a Fusignano”, racconta, ricordando un distretto in cui la scarpa era parte dell’identità economica e sociale del territorio. Da lì, un percorso fatto di formazione, esperienza artigianale, impresa e, infine, il ritorno su un marchio che in Italia aveva ancora un valore simbolico forte.
Il rilancio del marchio
L’acquisizione di Valleverde, spiega Silvagni, nasce dalla convinzione che il brand avesse ancora margini di mercato nonostante la crisi. L’obiettivo era chiaro: riportare sul mercato un nome capace di parlare a consumatori diversi, senza disperdere l’eredità costruita negli anni. “Era un marchio che pensavo potesse ritornare sul mercato. E quello che è stato”, afferma.
















