<p>Le ricadute degli aumenti delle materie prime sui prezzi al consumo, che saranno nell’ordine del +10-20%, arriveranno con l’estivo 2027.

«Per la stagione invernale ora in distribuzione non ci sono variazioni significative, perché i listini erano stati fissati prima del conflitto nel Golfo e non potevamo aumentarli dopo aver firmato i contratti con i nostri clienti», racconta <strong>Elvio Silvagni</strong>, imprenditore calzaturiero, fondatore di<strong> Silver1</strong> e proprietario del marchio <strong>Valleverde</strong>, acquisito nel 2015. </p> <p>Una volta chiusa la campagna vendite della f-w 2026/27, i costi generali sono aumentati a doppia cifra, con un +10-15% per le materie prime e con la necessità di adeguare anche gli stipendi dei dipendenti, in crescita dell’11% nelle aziende controllate da Silver1, mentre i produttori asiatici non sembrano interessati da fenomeni analoghi, guadagnando ulteriore terreno rispetto a chi alloca le produzioni in Europa. </p> <p>Il risultato, ha evidenziato Silvagni, è che: «Mentre la scarpa italiana ed europea continua a perdere quota, siamo invasi di prodotti dell’estremo oriente e adesso, a seguito degli accordi commerciali europei, è stato anche azzerato il dazio sulle scarpe che arrivano dall’India e dai Paesi del Mercosur». </p> <p>Le società di Silvagni sono comunque al riparo dalle tempeste.