Pubblicato il: 16/06/2026 – 21:45

ROMA «La prevenzione è forse la politica più difficile da raccontare, perché i suoi risultati non si vedono subito. Si vedono dopo, nella vita concreta delle persone. L’educazione alla salute è un investimento che non cerca il consenso immediato. Cerca il futuro». Lo ha detto il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, intervenendo in dichiarazione di voto in rappresentanza del gruppo Fi sul Ddl “salute nelle scuole”. «Parliamo di prevenzione. Un tema di cui oggi, fortunatamente, si discute molto e che merita di essere posto al centro dell’agenda pubblica. Per anni – ha agigunto Occhiuto – abbiamo identificato la tutela della salute soprattutto con ospedali, farmaci, terapie e interventi. Strumenti indispensabili, naturalmente, ma oggi sappiamo che il benessere delle persone si costruisce molto prima. Comincia nelle abitudini quotidiane. In famiglia. A scuola. Nel quartiere in cui viviamo. Nel modo in cui ci alimentiamo, ci spostiamo, utilizziamo gli strumenti digitali, costruiamo relazioni. La prevenzione, infatti, non è soltanto una politica sanitaria, ma una scelta culturale, educativa e sociale che coinvolge l’intera comunità. Significa insegnare a un bambino a mangiare bene. Stimolare un ragazzo a praticare attività fisica. Renderlo consapevole dei rischi delle dipendenze. Trasmettergli il rispetto per il proprio corpo e per la propria mente. In altre parole, la salute prende forma nei luoghi ordinari della vita. Questo provvedimento – ha sostenuto ancora il senatore di Forza Italia – prova proprio a spostare lo sguardo un po’ più a monte. A investire sui giovani prima che il disagio o la malattia si manifestino. Per questo giudichiamo positivamente un provvedimento che sceglie la strada della collaborazione e della responsabilità condivisa, coinvolgendo scuola, famiglie, sistema sanitario, enti territoriali e Terzo settore. Educare alla salute significa anche educare al discernimento. Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni. Per questo diventa fondamentale aiutare i giovani a distinguere ciò che è fondato da ciò che non lo è».