"Le decisioni che riguardano la salute dei cittadini devono essere guidate dalle evidenze scientifiche, non dagli orientamenti della politica. È questo il principio che ci porta a esprimere una netta contrarietà all’emendamento approvato nei giorni scorsi dalla commissione Affari sociali della Camera". Questa la posizione della Missione salute e welfare del Pd (Galuppi, Lagrasta, Benvenuti) sull’emendamento che consentirà ai medici e agli altri professionisti sanitari radiati durante la pandemia di chiedere la reiscrizione all’Albo, anche quando la radiazione è stata disposta al termine di un procedimento disciplinare.
Durante la pandemia gli Ordini professionali hanno adottato provvedimenti disciplinari nei confronti di medici e altri operatori sanitari sulla base delle norme vigenti, del Codice deontologico e delle conoscenze scientifiche disponibili. È la funzione che la legge affida loro. "Gli Ordini professionali – così una nota – non sono organi politici. La legge assegna loro una funzione di garanzia: valutare i comportamenti professionali secondo la legge, il Codice deontologico e le evidenze scientifiche, non secondo l’indirizzo politico del momento.
Per questo condividiamo le preoccupazioni espresse dalla FNOMCeO. Intervenire con una legge sugli effetti di decisioni disciplinari già assunte dagli Ordini professionali indebolisce l’autonomia di istituzioni che rappresentano una garanzia per tutti i cittadini". La pandemia ha rappresentato una delle prove più difficili che il nostro Paese abbia affrontato. "Le decisioni assunte in quegli anni sono state prese sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili e delle norme vigenti. È dentro quel contesto che vanno lette. Intervenire oggi, per legge, sugli effetti di quelle decisioni mette in discussione questo equilibrio. Dal Ministro della Salute ci saremmo aspettati una difesa altrettanto chiara dell’autonomia degli Ordini professionali e del principio che le decisioni in sanità devono essere guidate dalle evidenze scientifiche. Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di istituzioni credibili, autorevoli e indipendenti dalla politica".











